Attenzione
  • EU e-Privacy Directive

    This website uses cookies to manage authentication, navigation, and other functions. By using our website, you agree that we can place these types of cookies on your device.

    View e-Privacy Directive Documents

    You have declined cookies. This decision can be reversed.

Pre-Atti 8° Convegno - Verona, 21-22 ottobre 2000

  • Stampa

L’illusione religiosa: rive e derive. Liberare l’uomo dalle illusioni, liberare le illusioni nell’uomo

Presentazione

Liberare l’uomo dalle illusioni, come voleva Freud, o liberare nell’uomo la capacità di illusione, di giocare (in-ludere) e di giocarsi nelle illusioni, come, al seguito di Winnicott, propone il modello relazionale della psicoanalisi? Al gioco simbolico-linguistico come organizzatore e mediatore del mondo intrapsichico e interpersonale si è fatta attenta tutta la psicologia contemporanea, specie la psicologia sociale, la psicologia culturale, la psicologia della comunicazione. Se illudersi significa “giocare” con la realtà così come essa si offre al soggetto attraverso i filtri della creatività e dell’investimento personale, ed è funzione pregnante dello psichismo, anche l’”illusione” religiosa è “parte integrante del fatto di essere umani, autenticamente umani nella nostra capacità di creare realtà non visibili ma significative, che possano contenere il nostro potenziale di espansione immaginativa al di là dei confini sensoriali” (A.-M. Rizzuto).